Cos’è la chiropratica?

La chiropratica è a tutti gli effetti una scienza medica: negli Stati Uniti la laurea in Chiropratica viene conseguita dopo otto anni di studio,
come quella in Medicina.
Il programma è del tutto paragonabile allo studio della medicina tradizionale.
Inoltre si impara a come eseguire gli aggiustamenti (adjustments).

Storia della Chiropratica

Nel 1895, lo statunitense D.D. Palmer visitò un paziente che lamentava un disturbo all’udito.
Il paziente riacquistò l’udito grazie ad un aggiustamento operato sulla prima costola destra da Palmer stesso, il quale, da allora, anziché considerare la guarigione fortuita, dedicò la sua vita a studiare le proprietà curative della chiropratica, studio che venne proseguito dal figlio, B.J. Palmer e dal nipote D.D. Palmer.La chiropratica è a tutti gli effetti una scienza medica: negli Stati Uniti la laurea in Chiropratica viene conseguita dopo otto anni di studio, come quella in Medicina.
Il programma è del tutto paragonabile allo studio della medicina tradizionale.
Inoltre si impara a come eseguire gli aggiustamenti (adjustments).
La differenza fondamentale è che il chiropratico non prescrive farmaci e usa gli aggiustamenti come modalità principale di cura.
La European Chiropractors’ Union fa parte della World Federation of Chiropractic che a sua volta è riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): è un organismo presso il quale aderiscono le Associazioni Nazionali e che fornisce una lista di università legalmente riconosciute, le uniche che possono conferire il titolo di Doctor of Chiropractic.

Tale sistema garantisce uno standard minimo di preparazione per la professione a livello internazionale.
La chiropratica considera il nostro organismo come facente parte di un “tutto” ed agisce sul ripristino della funzionalità neurofisiologica.

Per spiegare quando ed in che modo, immaginiamo una torcia con le pile scariche e una torcia senza pile, nessuna delle due fa luce: apparentemente i “sintomi” sono gli stessi.

Ma c’è una differenza essenziale tra avere le pile scariche e non averle affatto.

La pila semplicemente scarica è indice di sintomi saltuari, che in breve si può trasformare in “assenza di pila”, cioè cronicizzazione del dolore.
La chiropratica dovrebbe intervenire prima che il dolore si presenti e permanga del tutto. Si pensi alla salute come ad un triangolo equilatero: un lato rappresenta l’aspetto strutturale che riguarda la schiena, il sistema neurologico e neuromuscolare associato; un altro lato è l’aspetto chimico, cioè dieta, fumo; il terzo lato comprende stress e psiche.

La chiropratica tende a riequilibrare il triangolo, attraverso gli aggiustamenti finalizzati a ripristinare il flusso neurologico, una dieta corretta, uno stile di vita sano, esercizi costanti e continuativi, senza ricorrere a farmaci e quindi senza tentare di nascondere il dolore.
La buona salute si avvicina al concetto di equilibrio, concetto comune a molte medicine alternative.
La chiropratica mira a ripristinare l’equilibrio “perso”, a fornire le condizioni ottimali per affrontare al meglio la vita di tutti i giorni.

Faccio un esempio: se la “gara” dell’esistenza si svolge nell’arco di quaranta chilometri e noi siamo allenati per correrne soltanto cinque, completare la corsa richiede un notevole sforzo per il quale non si è preparati.
Ciò causa stress, spossatezza ed insoddisfazione.
Ricorrere ai farmaci è spesso il rimedio più semplice ma che non pone l’accento sul vero problema.

Il dolore è sempre sintomo di qualcosa che non funziona, è il campanello d’allarme dell’organismo:
la chiropratica e le sue grandi potenzialità ci vengono in aiuto, curando il problema alla radice, a livello neurologico e fisiologico, garantendo un’ottima prevenzione, assicurando così una migliore qualità di vita.